Falsi amici. Come evitarli per non fare brutte figure.

Ci siamo cascati tutti almeno una volta. Stiamo parlando in una lingua che non conosciamo bene e non ci viene in mente la traduzione giusta di una parola. Ci pensiamo un po’ e proviamo a dirne una che somiglia a quella della nostra lingua. L’esempio classico è quando si traduce l’italiano “caldo” con l’inglese “cold”, solo che “cold” non significa “caldo” ma “freddo”!

Sono i falsi amici, quelle parole di una lingua che assomigliano a quelle di un’altra lingua, ma che in realtà hanno un significato leggermente o molto diverso; sono l’incubo che perseguita chiunque voglia imparare una lingua straniera e fonte inesauribile di brutte figure. Ma i falsi amici non nascono casualmente, anzi sono uno dei tanti effetti che si generano nel contatto fra lingue oppure quando alcune parole di diverse condividono la stessa radice di partenza salvo poi svilupparsi, dal punto di vista semantico, cioè del significato, in modo diverso.

Per citare un caso tipo: la parola “attuale” in italiano, ma anche nella sua molto simile versione francese “actuel” o spagnola “actual”, deriva dal latino “actualis” ed è un aggettivo che si attribuisce a qualcosa che riguarda il momento presente. In inglese esiste la parola “actual” e quindi verrebbe naturale usarla per tradurre “attuale”, ma sarebbe un errore perché l’“actual” inglese è un aggettivo che non si riferisce a qualcosa di corrente o presente, ma di vero ed effettivo, e si usa, per esempio, nella frase “My actual birthday is 11th november”: il mio vero compleanno è l’11 novembre. Per tradurre “attuale” in inglese bisogna usare il termine “current” o “present”.

Perché “actual” ha un significato leggermente diverso in inglese? Il significato delle parole dipende dal loro uso e il loro uso cambia a seconda di tanti fattori storici e sociali. Arrivato in Inghilterra, il francese antico “actuel” con il tempo ha cambiato il significato a causa del diverso utilizzo che ne hanno fatto i cittadini inglesi. Altro discorso invece per “cold” e “caldo”. Le due parole hanno radici diverse: “cold” ha un’etimologia molto complessa che parte dal latino “gelare” passa dall’inglese antico “cald”; “caldo” in italiano arriva sempre dal latino, ma da “caldus”. I due termini moderni sono però simili e sono così diventati dei falsi amici.

C’è però un lato più divertente dei falsi amici, quello che genera dei simpatici equivoci. Per esempio l’inglese “preservative” in italiano non significa “preservativo”, ma “conservante”, oppure sempre l’inglese “estate” non significa la stagione “estate” ma “proprietà”. Gli esempi si sprecano e vale per tutte le lingue. Il francese “asile” non si traduce in italiano con “asilo”, ma con “manicomio”: una bella differenza, soprattutto per i bambini che devono andarci. In spagnolo c’è il celebre falso amico “salir” che in italiano significa “uscire” e non “salire”; poi c’è “burro” che in spagnolo vuol dire “asino”. Per quanto riguarda il tedesco, invece, possiamo stare più tranquilli perché non deriva dal latino, ma state attenti comunque: una parola straniera simile all’italiano può anche voler dire l’opposto di quello che intendete.