Perché l’inglese è la lingua più conosciuta?

Soprattutto i più giovani conoscono benissimo questa frase: “Devi imparare l’inglese”. Negli ultimi decenni, per ogni ambito lavorativo e sociale, la conoscenza della lingua inglese è diventato un requisito indispensabile. In Italia si è fatto appena in tempo a formare e diffondere, a partire dal dopoguerra, l’italiano, attraverso la scuola e i mezzi d’informazione, che alle porte del nuovo millennio già diventava fondamentale conoscere almeno un’altra lingua. Ma perché l’inglese è così importante nel mondo moderno occidentale e non solo? Una domanda semplice con una abbastanza risposta complessa.

Partiamo dai numeri: l’inglese non è la lingua con più parlanti nativi al mondo. Secondo l’ultima edizione di Ethnologue, pubblicazione annuale del SIL International e punto di riferimento per lo studio dei lingua nel mondo, il cinese è la prima lingua per 900 milioni di persone. L’inglese, con 378 milioni di parlanti nativi, è preceduto anche dallo Spagnolo, la prima lingua per 442 milioni di parlanti. E allora perché, come seconda lingua, non impariamo il cinese o lo spagnolo? Perché la forza dell’inglese non è nel numero di parlanti ma nella sua diffusione. Nel mondo, sempre secondo Ethnologue, l’inglese è conosciuto da più di 1.221 miliardi di persone. Di più, anche se di poco, del cinese, ma a differenza di quest’ultimo, concentrato in Asia, l’inglese ha un diffusione più omogenea.

I motivi sono tanti. Prima di tutto l’inglese, insieme allo spagnolo, al portoghese e all’olandese, è una delle lingue coloniali che si sono diffuse nel corso degli ultimi quattro secoli dall’Asia alle coste orientali degli Stati Uniti. Ma nell’800 l’inglese non era ancora considerata la lingua globale per il commercio, la finanza e le comunicazioni. Semmai in quel periodo e per diversi secoli la lingua franca, cioè quella più utilizzata e con più prestigio, era il francese.

La svolta avviene nel XX secolo, più precisamente dopo la seconda guerra mondiale. Negli anni ’50 gli Stati Uniti, che avevano ereditato l’inglese dai coloni britannici del ‘700, vivono un periodo di boom economico che in pochi anni li fa diventare una potenza economica e politica mondiale. Sono gli anni della guerra fredda in cui la propaganda statunitense punta a diffondere il proprio modello economico e sociale in tutto il mondo attraverso l’arte, le innovazioni tecnologiche e il mondo della finanza. Ovviamente per farlo usa l’inglese, che nella seconda metà del secolo diventa la lingua internazionale da conoscere e saper tradurre per lavorare e fare affari in tutto il mondo. Oltre a ragioni storiche ci sono poi motivi linguistici: l’inglese è una lingua facile da imparare. Il sistema flessivo è molto semplice rispetto al tedesco e all’italiano e mancano quasi totalmente i casi.

Un’altra domanda sorge spontanea. Per quanto potrà durare questa supremazia? Difficile dirlo. Potrebbe durare per secoli,  così come il latino è stato per secoli la lingua della diplomazia, oppure entro i prossimi 50 o 60 anni il numero di parlanti inglesi diminuirà. Una cosa è certa: dipenderà molto dal cinese. Se la Cina nei prossimi decenni, come molti esperti prevedono, assumerà il ruolo geopolitico di potenza mondiale allora potrebbe essere il cinese la lingua su cui puntare.